NEW GIRLS IN TREATMENT: VOGLIA DI TARTUFO E VILLA NECCHI

E’ arrivato l’inverno, sto scoppiando di lavoro, ho trovato un randagio (l’ennesimo) e insomma, capitano quei momenti quando corpo e mente ti implorano uno stop. In questi momenti qui, c’è bisogno di coccolarsi. Di concedersi un treat, come lo chiamano gli inglesi (donde il gioco di parole del titolo, quanto mai in tema visto che siam quasi ad Halloween, trick or treat?!). Per me, un treat davvero gradito ha il gusto aromatico del tartufo. Vuoi perché non amo particolarmente i dolci. Vuoi perché ci sono dei sapori così insoliti, così profondi, così intensi, che o li ami o li odi. Sembra che lo abbia descritto alla perfezione, vero? E infatti io, il tartufo lo amo. Sa (per me, eh), di autunno, di caldo, di cozy things. E’ per questo che conto i giorni che mi separano dalla domenica del 6 novembre. Quando, finalmente, Villa Necchi mi spalancherà i cancelli per accogliermi con un pranzo speciale in cui il tartufo, bianco e nero, sarà protagonista assoluto (pausa, acquolina in bocca). Che poi, già il posto da solo vale una coccola extra lusso: Villa Necchi alla Portalupa, in provincia di Pavia (a un passo da Milano, ma quanto basta da uscire dall’atmosfera metropolitana per immergersi in quel country side di cui, ogni tanto, si avverte proprio il bisogno), è una dimora storica, tanto per cominciare. Risalente al 1800, era la tenuta di campagna di una delle più importanti famiglie di industriali d’Italia, i Necchi, come il nome suggerisce, che qui venivano a riposare le stanche membra, a contatto con la natura, le piante, il romantico lago con i cigni (che esiste ancora). Negli anni, si è trasformata in dimora di caccia, poi in buen retiro di celeb e aristocratici dell’epoca. Adesso, dopo un restauro accurato ben quattro anni, la Villa è tornata ad offrirsi agli antichi splendori come dimora di charme, per chi ama trattarsi bene. Complici le elegantissime sale, la Spa da favola (basta dire che è stata ricavata da un’antica serra di orchidee),  le camere per trascorrere una notte (un weekend, meglio ancora) in atmosfera principesca con quel tocco vintage chic che mi piace tanto. Ma soprattutto, per lasciarsi viziare il palato dallo chef Antonio Danise. Formatosi in cucine pluristellate, di origine napoletana come il  mio beloved marito, Danise dirige la cucina con gusto, passione e savoir faire. E io non vedo l’ora di gustare il suo pranzo tutto dedicato al tartufo. Vi ho fatto venire voglia? Siete ancora in tempo. Sul sito www.villanecchi.it, alla voce contatti, trovate il link per prenotare. Per gli sventurati che non ci saranno, tranquilli, avrete tutto il tempo per odiarmi, visto che poi vi racconterò come è andata.

Ida Loose Cannon Papandrea

Una che ogni tanto deve chiedere alla sua ombra di farle un po’ di spazio. Irrazionale, impulsiva, irriverente e in costante lotta con l’altro lato dello specchio. In questo mondo fa la giornalista freelance e la stylist, nell’altro crea costumi per bambini (e ci attacca anche i bottoni). Non può fare a meno dei viaggi, in particolare quelli mentali. Crede alle favole, ai film di Tim Burton, ai videoclip, ai colpi di culo e a quelli di fulmine: col suo ci ha fatto una figlia. Scusa, hai detto figlia?!

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