NEW GIRLS & FRIENDS: MATTEO DE CILLIS, DALLA DOPPIA D

Doppia D come decoratore e deejay: i due volti di Matteo, un artista a tutto tondo che per esprimersi usa il doppio canale: quello del design e quello della musica. Da una parte esperto decoratore dall’inconfondibile stile ricco di colori, che quando non segue geometrie fluide e pop di ispirazione Keith Haring (per sua stessa ammissione), si rifà agli anni 50 (tra l’altro, ha un’ossessione per i mobili vintage di quell’epoca, che ama reinventare e riportare in scena), dall’altra sperimentatore di musica elettronica, dove ama creare tappeti sonori che lui stesso definisce, di impatto quasi “visivo”. Per forza, doveva esserci un trait d’union!

Decoratore e musicista. Ma chi sei realmente? Da dove vieni? Dove vai?

«Mi considero un artista a tutto tondo, capace di entrare in ogni forma di arte e trarre ogni emozione esistente. Sono nato a Trani, in Puglia, ma vivo da 18 anni a Milano, città creativa per antonomasia, grazie alla quale sono riuscito a manifestarmi e ad alimentarmi di nuovi stimoli per il raggiungimento dei miei obiettivi, la decorazione e la musica. Dove vado? Vado sempre nella direzione di poter esprimere me stesso, cercando opportunità, situazioni idonee per il mio habitat».

Quale delle due passioni è nata prima? E quale credi finirà per ultima?

«I colori hanna sempre illuminato la mia vita, quindi direi la pittura. Forse qualcuno si chiederà, come mai hai scelto Milano? Spero per me che la decorazione e la musica mi accompagnino sempre entrambi».

Raccontaci il tuo stile in tre parole. Moltiplicato due, ovviamente ;)

«I miei lavori sono caratterizzati da una miscela di colori, dove il senso di questi spicca per il carattere solare, dando un linguaggio vivo ad ogni singolo pezzo. Mentre per la musica, cerco di sviluppare attraverso sonorità misteriose e rilassanti “atmosfere visive”, lasciando all’ascoltatore, una libera interpretazione. Il mio lavoro 7 PIECES rispecchia esattamente questo. Ogni singolo brano ha una sua tipologia di sound differente. Gli strumenti che utilizzo sono: computer, basso elettrico, tastiere».

Come riesci a conciliare tutto? Hai un segreto? O sei solo molto organizzato?

«Nessun segreto, nessuna organizzazione, solo ed esclusivamente passione per quello che faccio, per quello che credo; se non senti, se non hai dentro di te questo elemento è meglio lasciar stare, è solamente una perdita di tempo».
Chi tieni d’occhio nell’arte e nella musica
«Ultimamente, per quello che concerne l’arte, non ho un vero artista di riferimento. Sono invece molto attratto dai mobili/oggetti del design degli anni 50′, ritenuti da me oggetti eleganti dal carattere forte, capaci di essere assoluti protagonisti in un ambiente domestico. Amo ad esempio quando un solo oggetto è capace di illuminare un angolo spento di una casa.
Per la musica, ascolto di tutto e di più, dall’ hardcore,tekno, industrial noise fino all’ambient.
Questo mi permette di avere a disposizione delle risorse, ricchezze, elementi da poter comporre, creare con la mia fantasia».
I tuoi miti (sempre per due)
«Keith Haring,pittore e writer, Missoni, stilista, Giò Ponti, architetto e designer, Les Claypool, bassista, ne ho tanti da citare».
I tuoi posti del cuore
«Trani, la mia città, il mare, il cibo, il sole».
E se non avessi fatto niente di tutto ciò?
«Impossibile rispondere, comunque qualcosa avrei fatto, visto il mio carattere creativo, la mia personalità».
Tu. Tra dieci anni.
«Non ci penso neppure ma non vedo l’ora di scoprirlo».
Perchè sceglierti?
«Ogni persona che vede le mie creazioni mi dice: ma che bravo, bellissime, complimenti. Quindi…».
Quindi, date un’occhiata alla sua pagina fb e fateci sapere cosa ne pensate ;) Peace.

Ida Loose Cannon Papandrea

Una che ogni tanto deve chiedere alla sua ombra di farle un po’ di spazio. Irrazionale, impulsiva, irriverente e in costante lotta con l’altro lato dello specchio. In questo mondo fa la giornalista freelance e la stylist, nell’altro crea costumi per bambini (e ci attacca anche i bottoni). Non può fare a meno dei viaggi, in particolare quelli mentali. Crede alle favole, ai film di Tim Burton, ai videoclip, ai colpi di culo e a quelli di fulmine: col suo ci ha fatto una figlia. Scusa, hai detto figlia?!

Comments are closed.