NEW GIRLS & FRIENDS: MARCO C. MATARESE, ACQUAFORTE SU PELLE

Inchiostro nero. Rigorosamente nero. E pelle.

In un universo tattoo dove la tendenza più seguita rincorre il colore vivido, lucido, forte, l’arte di Marco C. Matarese segue l’onda contraria e (ri)scopre il tatuaggio nella sua forma più antica ed essenziale.

Una tradizione, quella del tatuaggio monocromo, che va ben oltre i tradizionali tribali scoperti dal pubblico occidentale negli anni ’90 e affonda le sue radici nella cultura europea del Medioevo, nelle illustrazioni incise di mostri e simboli sacri di un’ epoca oscura e proprio per questo così affascinante.

Non a caso, Marco nasce come artista, prima studente di pittura all’accademia di Brera, poi sperimentatore di diverse tecniche artistiche (devi conoscere, per arrivare a sublimare la “tua” perfezione), appassionato di cinema d’autore ed esperto di antiquariato. Collezionista attento e appassionato di ex voto, che diventano uno dei soggetti che con più frequenza ama incidere sulla pelle, insieme a strumenti antichi, statue elleniche, balene immense che sembrano arrivare da arcaici bestiari, quei raccoglitori di illustrazioni oniriche e surreali di animali mitici e fantastici. Un prontuario artistico che arriva da occhi e mani esperti di chi ha fatto del passato più autentico il suo pane quotidiano.

Il parlour di Marco, P.U.R.O Tattoo Studio, attivo dal 2014 in via Moribondo 1 a Milano, è lo specchio riflesso del bagaglio che l’artista si porta dentro: grandi affreschi dove il passato incontra il futuro, teche, cornici antichi, oggetti da collezione, ex voto, ormai tratto distintivo dell’artista. Ogni tatuaggio è un pezzo unico, un’acquaforte su pelle che Marco incide con tratti precisi, netti, dove ogni incontro di linee concorre a creare il disegno finale. Senza sfumature, senza sbavature. Black (art) is the new black.

Ida Loose Cannon Papandrea

Una che ogni tanto deve chiedere alla sua ombra di farle un po’ di spazio. Irrazionale, impulsiva, irriverente e in costante lotta con l’altro lato dello specchio. In questo mondo fa la giornalista freelance e la stylist, nell’altro crea costumi per bambini (e ci attacca anche i bottoni). Non può fare a meno dei viaggi, in particolare quelli mentali. Crede alle favole, ai film di Tim Burton, ai videoclip, ai colpi di culo e a quelli di fulmine: col suo ci ha fatto una figlia. Scusa, hai detto figlia?!

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