METTI UN CUOCO IN OSPEDALE (NON PERCHE’ SI SIA FATTO MALE)

Lo chef Misha Sukya mentre assaggia le ricette insieme a due ragazze del Centro Nemo

Ma ai fornelli. Perché stare male non significa non dover mangiar bene. Poche parole, per sintetizzare un grande progetto: quello di Aggiungi un Posto a Tavola, una bellissima iniziativa voluta dal Centro Clinico Nemo, uno tra i più validi centri in Italia per le persone con malattie neuromuscolari, che in collaborazione con nove famosi chef ha voluto dimostrare che anche le persone con disfagia – una difficoltà patologica che impedisce di deglutire cibo e liquidi – può e deve poter gustare il piacere di un buon piatto, esattamente come noi. E dunque (ve li dico tutti, perché è giusto così), Andrea Besuschio della pasticceria Besuschio di Abbiategrasso (Milano),  Eugenio Boer del ristorante “Essenza” di Milano, Pietro Caroli del “Trippa” di Milano, Roberto Di Pinto del “Bulgari Hotel” di Milano, Christian Milone della “Trattoria Zappatori” di Pinerolo (Torino), Matteo Monti del “Rebelot” di Milano, Eugenio Roncoroni de “Al Mercato” di Milano, Diego Rossi del “Trippa” di Milano, Misha Sukyas del “Puzzle” di Milano hanno accettato la sfida e si sono cimentati nell’elaborazione di ricette di qualità, appetitose e avvicinabili anche dalle persone affette da questa brutta patologia. Ispirazione del progetto è stata il libro Nutrirsi con gusto dello chef stellato Mauro Uliassi e Paolo Piaggesi, per realizzare un libro di ricette ad hoc. Il testo è stato realizzato con la collaborazione di medici specialisti in alimentazione e riabilitazione e al suo interno sono presentati 38 piatti, tra antipasti, primi, secondi e dolci. Insieme a questi, sono stai realizzati dei video tutorial per insegnare anche attraverso un video in cui due ragazze con atrofia muscolare spinale II (SMA) cucinano con Roberto Di Pinto e Misha Sukyas un tiramisù e una crespella con i gamberi, ricette golose e gustose ma anche affrontabili da persone affette da problemi di disfagia. Il culmine del progetto sarà la prossima domenica sera: nella galleria principale dell’ospedale Niguarda di Milano si terrà una cena di gala a inviti, in collaborazione con Identità Golose, in cui i nove chef insieme allo stellato Davide Oldani cucineranno le loro ricette. Il ricavato della serata servirà per la costruzione del NeMO Clinical Research Center, centro di sperimentazione clinica per la ricerca su nuove terapie contro le malattie neuromuscolari.

Volete saperne di più sulla disfagia? Leggete qui.

Nell’ambito delle patologie neurologiche la disfagia è un problema frequente, tanto da presentarsi nel 70% dei pazienti, e nelle patologie neuromuscolari riguarda addirittura la quasi totalità delle persone. Non si tratta una malattia in sé ma di un sintomo di alcune patologie. Consiste, infatti, in una difficoltà, percepita o rilevata, di deglutire il cibo o i liquidi. Sono molto numerose le patologie a cui può accompagnarsi, acute e croniche, internistiche e chirurgiche, degli adulti e dei bambini: ad esempio ictus, malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson, neoplasie oro-faringee, paralisi cerebrali infantili. La disfagia comporta come possibili conseguenze diversi rischi per la salute: malnutrizione, disidratazione e di polmonite da ingestione. Anche l’assunzione delle terapie può essere messa a rischio da questo problema. Un ulteriore pericolo a cui sono esposte le persone con difficoltà di deglutire è il soffocamento.

 

 

Ida Loose Cannon Papandrea

Una che ogni tanto deve chiedere alla sua ombra di farle un po’ di spazio. Irrazionale, impulsiva, irriverente e in costante lotta con l’altro lato dello specchio. In questo mondo fa la giornalista freelance e la stylist, nell’altro crea costumi per bambini (e ci attacca anche i bottoni). Non può fare a meno dei viaggi, in particolare quelli mentali. Crede alle favole, ai film di Tim Burton, ai videoclip, ai colpi di culo e a quelli di fulmine: col suo ci ha fatto una figlia. Scusa, hai detto figlia?!

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