ITAshi. GIAPPONESE A CHI?!

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Temaki a chi?! Perché, io vi sembro giapponese?! In effetti, il claim di cui ITAshi, questo nuovo localino aperto in Porta Romana si fregia, potrebbe trarre in inganno: la cucina tradizionale italiana avvolta in quella giapponese. Bene, se anche voi state immaginando cotolette, pastasciutta e zuppa di cozze stipati nel cono d’alga, vi state sbagliando. O meglio, il cono c’è. Ma non come pensate. Quello che ha ideato Simone Mazzone, giovanissimo (ha solo 25 anni ed è già imprenditore di se stesso, meditate gente…) chef che ha avuto il colpo di genio e ha deciso di lanciare questo inedito food concept, è fatto di un (morbido e gustoso) impasto di farine di speciali prodotte grani italiani, scurito con un tocco di nero di seppia che rende perfettamente l’idea del classico temaki di alga. Ma, concedetemi, più buono. Per non parlare di quello che il signor ITAshi  ci mette dentro: ogni ITAmaki, questo il nome dei coni tricolore, è un tripudio di ingredienti pregiati e selezionati tra le eccellenze italiane, che il n ostro combina a non più di due alla volta, senza far pastrocchi insomma, ma esaltando al massimo i sapori. C’è la tartare di Fassona, per dire. O il polpo, il gambero di Mazara, il salame di Felino. La parmigiana di melanzane, signori, buona come quella di mammà. La classica mozzarella, accompagnata da pomodori e basilico, rivisitazione amuse bouche della classica caprese, sfiziosa e saporita. E poi si arriva al dolce, perché il morbido cono all’ITAliana si presta volentieri anche a fare da involucro a goduriose creme di ricotta, nocciola, panna… Monoporzioni per modo di dire: due o tre ITAmaki, abbinati, sono un pasto sfizioso, veloce ma di qualità, perfetto prima del cinema o del teatro. E se siete di quelli (come me) che davanti alla monoporzione vedono lo spauracchio della fame, vi invito a provare il menu degustazione. A prezzo assolutamente giustissimo (una pizza, tipo), potete seguire il percorso di mare o di terra. O fare gli ingordi e provarli tutti tutti, peccato che poi diventerebbe tecnicamente difficile fare il bis del preferito. La prossima volta…

 

 

 

 

Ida Loose Cannon Papandrea

Una che ogni tanto deve chiedere alla sua ombra di farle un po’ di spazio. Irrazionale, impulsiva, irriverente e in costante lotta con l’altro lato dello specchio. In questo mondo fa la giornalista freelance e la stylist, nell’altro crea costumi per bambini (e ci attacca anche i bottoni). Non può fare a meno dei viaggi, in particolare quelli mentali. Crede alle favole, ai film di Tim Burton, ai videoclip, ai colpi di culo e a quelli di fulmine: col suo ci ha fatto una figlia. Scusa, hai detto figlia?!

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