8208 LIGHTING FESTIVAL, COMO SI RIVESTE DI LUCE

8208 è il nome di un asteroide che è stato dedicato a Volta insieme a un cratere della luna. Ma è anche il nome di un progetto – evento che “si muoverà come un asteroide, veloce, accecante, imprevedibile”, per attraversare e illuminare di luce la città di Como. Da domani fino al 27 novembre, artisti, designer e professionisti del settore provenienti da tutta Europa illumineranno (in senso stretto e in senso lato) la città, con installazioni che ne renderanno sotto  luce nuova (perdonatemi, amo i giochi di parole) alcuni tra gli angoli più rappresentativi,  speech e workshop che affronteranno il tema della luce dal punto di vista artistico, oggi più attuale che mai grazie alle tecnologie di nuovissima generazione, che permettono giochi surreali e così suggestivi, da rendere il “già visto” qualcosa di sorprendentemente diverso. Arte contemporanea meets spazio urbano meets contaminazioni digitali: cinque artisti per cinque luoghi diversi:  il Palazzo del Broletto, il Teatro Sociale di Como, il Molo di Viale Geno, Piazza San Fedele e Porta Torre. Ognuno di questi sarà illuminato da nuova luce dalle installazioni di Sophie Guyot, Carlo Bernardini, Tom Dekyvere, il collettivo OLO Creative Farm e Alessandro Lupi. Il Festival inaugura domani alle 18.30 a Villa Olmo, che per l’occasione sarà scenario di una performance speciale di Otolab, collettivo milanese che riunisce musicisti, dj, vj, videoartisti, videomaker, web designer, grafici e architetti con l’obiettivo comune di sperimentare nella musica elettronica e nella ricerca audiovisiva. L’installazione Punto Zero, che darà l’inizio al Festival, si preannuncia come un’esperienza sensoriale a 360 gradi, una performance di luci e suoni che promette di modificare totalmente la percezione dello spazio nel quale verrà rappresentata. Una piccola magia, per un Festival che sarà l’occasione di trovare il magico anche nelle strade di città. A un passo da Milano. E gratis. Cosa aspettate a programmare una gita fuori porta?

Ida Loose Cannon Papandrea

Una che ogni tanto deve chiedere alla sua ombra di farle un po’ di spazio. Irrazionale, impulsiva, irriverente e in costante lotta con l’altro lato dello specchio. In questo mondo fa la giornalista freelance e la stylist, nell’altro crea costumi per bambini (e ci attacca anche i bottoni). Non può fare a meno dei viaggi, in particolare quelli mentali. Crede alle favole, ai film di Tim Burton, ai videoclip, ai colpi di culo e a quelli di fulmine: col suo ci ha fatto una figlia. Scusa, hai detto figlia?!

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